Ep1 Ready to rescue - La linea d'acqua

Episode 1 November 11, 2025 00:17:26
Ep1 Ready to rescue - La linea d'acqua
La linea d'acqua. Voci dal Mediterraneo centrale
Ep1 Ready to rescue - La linea d'acqua

Nov 11 2025 | 00:17:26

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Show Notes

“Get ready to rescue”: il messaggio, che arriva alla radiolina che tutti i membri dell’equipaggio devono tenere con sé, può arrivare in qualsiasi momento. Ci si prepara per giorni, osservando il mare con i binocoli, ripetendo esercitazioni e simulazioni. E alla fine, eccolo. La Life Support avvista un gommone in difficoltà con 82 persone a bordo: iniziano le procedure di salvataggio. Mentre in Italia si discute del caso del generale Almasri, il capo della polizia giudiziaria libica accusato dalla Corte penale internazionale di crimini contro l’umanità, e la politica italiana verso le ong che soccorrono i migranti in mare è sempre più penalizzante.

La linea d'acqua. Voci dal Mediterraneo centrale
un podcast scritto e raccontato da Erica Manna

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Episode Transcript

[00:00:00] Speaker A: Tenetevi. [00:00:13] Speaker B: Pronti al salvataggio. Questo è il messaggio e può arrivare in qualsiasi momento, di giorno e di notte. è quello per cui ci si prepara per giorni, osservando il mare con i binocoli, a turni di due ore per volta, anche quando il mare è una distesa nera e sembra, sembra, di non riuscire a vedere nulla. Nell'attesa si ripetono esercitazioni, procedure, simulazioni, perché non ci si può sbagliare. Ecco, io ho sentito quel messaggio nella mia radiolina un pomeriggio di aprile, il 17, il 17 aprile 2025. Eravamo salpati da Siracusa tre giorni prima. E ora siamo lì, nelle acque internazionali della zona SAR libica. SAR che sta per Search and Rescue, ricerca e soccorso. E quel messaggio alla radiolina, che tutti i membri dell'equipaggio devono sempre tenere con sé, ora dice, li abbiamo trovati. Dice che c'è un'imbarcazione in difficoltà in quelle acque. Dice, tenetevi pronti. E lì, a sobbalzare, mentre ero in cabina a metà pomeriggio, a precipitarmi, a indossare la tuta, le scarpe giuste, il caschetto, i guanti, e poi fuori sul ponte con le mani che tremano, ci sono anche io. Mi sono imbarcata sulla Life Support, la nave di ricerca e soccorso di emergency, e sono una dei 29 membri dell'equipaggio. Missione numero 31 nel Mediterraneo centrale. Io, che non sono una soccorritrice, né una dottoressa, un'infermiera, e allora cosa ci faccio qui direte voi? Ecco, io sono qui per raccontare, per porre una domanda. Perché? Perché ci vanno queste 28 persone che sono a bordo oltre a me? Cosa le spinge? E chi sono loro, i naufraghi, su quella barca in difficoltà che ancora non abbiamo visto, ma che sono il motivo per cui tutti noi siamo qui, sul ponte, con le mani che tremano, o almeno le mie? Io sono Erika Manna, sono una giornalista e questo podcast si chiama La linea d'acqua, buci dal Mediterraneo centrale. e racconta le traiettorie e le storie che si intersecano sulla rotta più pericolosa del mondo lungo questo confine invisibile che però è capace di fare la differenza tra la vita e la morte. Questo rumore che sentite è il RIB 1, mentre viene calato in acqua. RIB, ovvero Rigid Hull Inflatable Boat. Battello gonfiabile a ciglia rigida. È il primo che si avvicina alla barca in difficoltà. A bordo c'è spazio anche per un giornalista. Io. Il RIB viene calato in acqua, poi fa un mezzo giro, io scendo dalla scaletta e mi carica. Ogni passo, ogni procedura è stata provata e riprovata, perché quando si avvista un'imbarcazione in difficoltà non sono ammessi errori e le variabili, lo vedremo, sono tantissime. Ad avvistarla è stato con il binocolo Yassin Ramadana Fah, mediatore culturale di Emergency. Ma da qui, dal ponte della Live Support, io non la vedo ancora. Ecco, la nave d'emergency è lì, rossa e bianca, in un punto del Mediterraneo centrale a largo delle coste libiche. Quelle coste dove qualche mese prima è stato riaccompagnato con un volo di Stato italiano il generale Al Masri. il capo della polizia giudiziaria libica, che gestisce il centro di detenzione di Mitiga, accusato dalla Corte Penale Internazionale di crimini contro l'umanità. Alcuni giudici, fortunatamente pochi, in pratica vogliono governare loro. È solo che c'è un problema. Questa era Giorgia Meloni e la polemica la conoscete. Però forse non sapete che tutte le imbarcazioni in difficoltà, soccorse dalla Life Support l'anno scorso, sono partite dalle coste libiche, Ma per l'ONG, le organizzazioni non governative, sono tempi difficili. La strategia del ministro degli interni Matteo Piantedosi di assegnare porti lontani, senza poter effettuare altri soccorsi, ha allungato i percorsi delle navi di ricerca e soccorso di 117 mila chilometri, quasi tre volte il giro del globo. La Life Support, l'anno scorso, per andare e poi tornare in zona operativa, ci ha messo 59 giorni in più. Giorni persi. E dunque gli slogan hanno funzionato. Porti chiusi e confini da difendere. Ricordate Matteo Salvini a processo, poi assolto per il caso Open Arms, oggi sono. [00:05:59] Speaker C: A processo il rischio di carcere perché in Parlamento la sinistra ha deciso che difendere i confini italiani è un reato. [00:06:09] Speaker B: Che poi avete presente quella definizione, taxi del mare, a proposito delle ONG? Sapreste dire chi l'ha inventata? [00:06:18] Speaker C: La questione delle ONG è gravissima. Non tutte le ONG, ma ci sono delle ONG che potrebbero essere dei taxi del Mediterraneo. Che cosa intendo? [00:06:26] Speaker B: Proprio lui, Luigi Di Maio, allora vicepresidente della Camera e leader 5 Stelle. Ma ecco, come tutto questo, tocca alle persone che sono a bordo con me e quelle sull'imbarcazione che stiamo provando a raggiungere, ce lo spiega Roberto Maccaroni. [00:06:47] Speaker C: La situazione del Mediterraneo centrale è una situazione che si perpetua ormai da oltre un decennio. Quella rotta è stata definita la rotta migratoria più letale al mondo. L'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni ha stimato che nel solo 2024 sono risultate essere disperse più di 1700 persone. [00:07:08] Speaker B: Roberto Maccaroni è il responsabile sanitario della Life Support Emergency. [00:07:14] Speaker C: Abbiamo effettuato in più di due anni 31 missioni e siamo testimoni di come il Mediterraneo centrale e quindi quell'area geografica sia un'area dove i soccorsi sono purtroppo sempre più necessari. Si tratta quindi di una crisi umanitaria, certamente. ma non può essere certo definita un'emergenza né può essere affrontata con logica emergenziale, che è quello purtroppo che i governi, il governo, sta facendo nel corso degli anni, con provvedimenti come ad esempio quello della concessione di porti molto lontani dalle zone operative. [00:07:55] Speaker B: Qui a bordo mi sono portata un libro da rileggere. è quello del giornalista Alessandro Leogrande. Si intitola La Frontiera. L'edizione Feltrinelli è del 2017. Leogrande raccontava di questa linea immaginaria, eppure così reale, in mezzo al Mediterraneo. Una ferita aperta, che in qualche modo era un po' il termometro del mondo e delle sue crisi. E dunque, siamo lungo questa rotta, l'avete sentito, la più pericolosa, Ma quali sono le politiche messe in campo dall'Italia, dall'Europa? Alzare muri? Anche lungo un confine fatto di acqua? Su questo, ecco cosa ci dice Davide Giacomino, advocacy officer di emergency. [00:08:51] Speaker A: L'Italia, l'Unione Europea e gli Stati membri rispondono a tale fenomeno attraverso delle politiche di esternalizzazione delle frontiere, appaltando la gestione dei flussi migratori a paesi terzi che violano sistematicamente i diritti umani delle persone in movimento. Si tratta di politiche che mettono in discussione il diritto a migrare e alla protezione internazionale, insistendo con un approccio emergenziale e di difesa dei confini, a discapito dei diritti umani e dell'obbligo di prestare assistenza in mare, previsto dal diritto internazionale. [00:09:24] Speaker B: Ma torniamo lì, sul gommone a motore di emergency, in quel pomeriggio del 17 aprile. Sono a bordo. Il mare non è piatto. Il RIB sobbalza sulle onde lunghe e io mi reggo alle corde lungo il profilo del gommone. Dietro di noi si ingrossa la schiuma e si vede la nave di emergency diventare sempre più piccola. Poi, a un certo punto, li vedo. Contro luce. Ma prima ancora di vederli, sento le loro urla. [00:10:08] Speaker D: Davanti. [00:10:25] Speaker B: A noi c'è un gommone bianco, deformato dal peso. È stracarico di persone. Alcuni hanno i piedi a penzoloni fuori, che sfiorano le onde. Ci hanno visto e gridano, applaudono, alzano le braccia. [00:10:45] Speaker D: Come siete? Come siete? [00:10:58] Speaker B: Yassin, il mediatore culturale di Emergency, chiede loro quante persone sono a bordo, se è entrata acqua. [00:11:05] Speaker D: Ci. [00:11:10] Speaker B: Avviciniamo e vedo che qualcuno dei naufraghi indossa delle camere ad aria delle gomme, come salvagente di fortuna. Sono fradici, stipati uno addosso all'altro. Adesso però arriva il difficile, perché tutti hanno fretta di mettersi in salvo e paura che la guardia costiera libica sia più veloce di noi. Nei giorni precedenti, durante le esercitazioni, mi hanno spiegato che cosa significa quando c'è un Code 5, codice 5. ce lo spiega Carlo Maisano, coordinatore della divisione tecnica di Emergency. [00:11:59] Speaker E: C'è una parola in codice, il Code 5, un codice interno per comunicare ai colleghi che in quel momento stanno eventualmente eseguendo un'operazione o di pattugliamento, o di ricerca, o nello stesso soccorso, di segnalare la presenza di una milizia armata, sia una motovedetta libica, a volte si incontrano, diciamo, barche che non si fanno riconoscere, non voglio essere riconosciute, tutto quello che si può trovare purtroppo a nord della Libia, anche molto a nord, ma soprattutto è un nome in codice per non spaventare eventuali naufraghi che abbiamo recuperato, per non far passare un messaggio che possa portare la situazione in stato di panico durante le operazioni. [00:12:46] Speaker B: Lo scopriremo dopo, a bordo, che molti dei naufraghi si sono già trovati in questa situazione. A intercettarli, però, non era stata la nave di una ONG, ma la guardia costiera libica, che li aveva riportati indietro, in Libia, in prigione. La voce che sentite è quella di Alberto Radaelli, alla guida del RIB. Alberto ha una lunga esperienza in mare e ci spiega che questo del salvataggio è uno dei momenti più delicati, più pericolosi. perché prese dal panico le persone potrebbero gettarsi tutte insieme verso il gommone di emergency e affogare davanti ai nostri occhi. [00:13:50] Speaker C: La fase di rescue è composta da tanti momenti. Il primo momento è quello del primo approccio, dove noi facciamo una valutazione della barca e delle persone che sono a bordo e stabiliamo un primo contatto con queste persone. È una fase molto importante. Approach! [00:14:13] Speaker D: One by one! One by one! I wish you good luck! La. [00:14:26] Speaker B: Concitazione cresce, le persone si accalcano verso il gommone, che si avvicina, poi si allontana, perché è troppo pericoloso. I soccorritori di emergency lo ripetono, uno per volta. È come un balletto. Il RIB si avvicina, poi si allontana di nuovo. Bisogna evitare che le persone prese dal panico e dalla frenesia di salvarsi cadano in mare. E accade. È un ragazzino giovanissimo. I soccorritori gli lanciano un salvagente giallo. E con fatica viene portato a bordo. Eccolo, il primo naufrago al sicuro. Sale sul gommone e si siede qui, dietro, accanto a me. Sorride, è fradicio. Si prende la testa fra le mani. E poi, uno per volta, salgono. Si sedono uno accanto all'altro, si abbracciano. C'è chi prega e chi, sfinito, piange. [00:16:06] Speaker D: Qualcuno. [00:16:18] Speaker B: Si sporge dal gommone per vomitare. Ma tutti sorridono e ripetono thank you, grazie. Sono vivi. A cosa sono sfuggiti? A cosa sono sopravvissuti? Lo scopriremo tra poco. Ma per ora è solo gioia. Avete ascoltato La linea d'acqua, voci dal Mediterraneo centrale, un podcast scritto e raccontato da me, Erika Manna, e prodotto da Good Morning Genova. Il fonico in studio è Rodrigo Brito. Il montaggio e il sound design sono a cura di Erika Manna. Le fonti degli inserti audio sono indicate nella sinossi. Potete ascoltare La linea d'acqua su tutte le principali piattaforme audio.

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